Horror: L’incubo di Hill House di Shirley Jackson

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“Dopo una curva si ritrovò sull’ultimo tratto di strada dritta, che la mise faccia a faccia con Hill House; senza pensarci schiacciò il piede sul freno e rimase lì con gli occhi sbarrati. La casa era abominevole. Rabbrividì e pensò, mentre le parole si affacciavano libere alla sua mente, Hill House è abominevole, è infetta; vattene subito di qui.”
Con queste parole, la prima ospite del professor Montague, che arriverà a Hill House è Eleanor Vance, in un certo senso la protagonista della storia, la più giovane e anche la più sensibile e insicura, rispetto agli altri due invitati, Luke Sanderson, erede della “spaventosa” dimora e Theodora, una donna di carattere e sempre alla moda.
Chiusi per giorni nella villa, al fine di studiarne i fenomeni paranormali, i personaggi della storia, saranno messi a nudo, rivelando le loro paure nascoste nell’inconsio.
“<< La paura>> disse il professore  <<è la rinuncia alla logica, l’abbandono volontario di ogni schema razionale. O ci arrendiamo alla paura o la combattiamo; non possiamo andare incontro a metà strada >>”.
Nonostante il romanzo sia stato scritto, dalla scrittrice americana Shirley Jackson, nel 1959, tutt’ora leggendo alcune parti, provi quel senso di inquietudine, che i moderni romanzi di paura faticano a trasmetterti.
Il finale del libro vi sconvolgerà e a mio avviso la Jackson è stata un vero genio, una scrittrice, più che all’altezza dei suoi colleghi uomini, che di solito detengono il podio di migliori scrittori in campo dell’orrore.
Mentirei se scrivessi che questo racconto, potrebbe essere il classico racconto di fantasmi o di case stregate, poiché l’obbiettivo non è semplicemente spaventare, ma entrare nella mente, portandoci a non capire più dove finisce la parte razionale e inizia quella irrazionale. Per capirci, si potrebbe paragonare Hill House all’ Overlook Hotel di Stephen King, dove i fantasmi sono presenti, ma non sono altro che il contorno della storia.
“Hill House, che sana non era, si ergeva contro le colline, chiusa intorno al buio; si ergeva così da ottant’anni e avrebbe potuto continuare per altri ottanta. Dentro, le pareti salivano dritte, i mattoni si univano con precisione, i pavimenti erano solidi, e le porte diligentemente chiuse; il silenzio si stendeva uniforme contro il legno e la pietra di Hill House, e qualunque cosa si muovesse lì dentro, si muoveva da sola.”
Buona Lettura,
Vavi Verlaine

Genere: Horror

Anno di Pubblicazione: 1959

Film:

  • Gli invasati (The Haunting), di Robert Wise, 1963
  • Haunting – Presenze (The Haunting), di Jan de Bont, 1999
  • Hill House (The Hauting of Hill House), serie TV di Mike Flanagan, 2018
Canzone che mi è venuta in mente leggendo il libro: Direi senza dubbio la colonna sonora che apre i titoli della serie tv The Hauting of Hill House”.
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3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Stefano ha detto:

    Visto il film in b/n. Che dire? Fantastico. Bye

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    1. vaviverlainebooks ha detto:

      Si ho visto il primo film ed è davvero bellissimo, è statto il più fedele al libro. La serie tv è anche molto bella, ma se ne discosta in modo netto.

      Piace a 1 persona

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